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Wednesday 04 March 2009 |
Mercoledì 4 Marzo 2009 Unione Culturale Franco Antonicelli - Via Cesare Battisti 4 b – Torino
Ore 17,30 Inaugurazione Mostra su Serge Bertino (ingresso gratuito) Aperta fino al 14 Marzo a cura di Massimo Ghersi
Intervengono Fredo Valla, Davide De Michelis, Alessandro Rocca, Bruno Geraci, Andrée Seassau Bertino, Alessandro Gaido, Massimo Ghersi e Antonio Soccol. A seguire proiezione dei documentari Cacciatori di immagini (1955/1956, 30’) Cinema Massimo 3 - Via Verdi 18 – Torino
Gabriele Diverio - 339.3607884 Davide Larocca - 338.9659591 Eloise Liguoro - 349.3831592 011.6692614 Segreteria organizzativa Piemonte Movie
Ore 20,30 Inaugurazione Piemonte Movie 2009 – Anteprima Piemonte Doc Film Fund Intervengono Fredo Valla, Steve Della Casa, Pietro Spirito, Renato Piovanotti. Medusa – Storie di uomini sul fondo di Fredo Valla (2008, 63’)
Ore 22,30 Replica Medusa – Storie di uomini sul fondo di Fredo Valla
Giovedì 5 marzo 2009 Cinema Empire - Piazza Vittorio Veneto 5 – Torino
Focus Animazione Ore 15,00 Uffa, che pazienza! (2008, 30’) di Giorgio Valentini e Silvio Pautasso prodotto da Enarmonia Ore 15,40 Amita della giungla (2008, 28’) di Francesco Testa prodotto da
Lastrego & Testa Ore 16,10 Showreel Lanterna Magica (3’) e 2 episodi Matt&Manson (26’)
di Gregory Panaccione prodotto da Lanterna Magica
Ore 16,40 Pilot di L.O.L. (2008, 4’) di Guido Manuli prodotto dalla Lumiq Ore 16,45 Programma cortometraggi del CSC– Dipartimento d'Animazione di Chieri (2004-2008, 55’) Ore 18,00 Concorso Spazio Piemonte - Programma 11 (120’) Ore 20,30 Evento South Park - Doppiaggio live a cura del gruppo O.D.S. Ore 22,15 Concorso Spazio Piemonte - Programma 13 (90’) Cinema Centrale - via Carlo Alberto 27 – Torino
Panoramica Lungometraggi Ore 16,30 L'uomo che ama (102’) di Maria Sole Tognazzi Ore 18,30 Solo un padre (93’) di Luca Lucini Ore 20,30 7/8 (74’) di Stefano Landini Ore 22,00 La rabbia (104’) di Louis Nero Palazzo Nuovo - Via S. Ottavio 20 – Torino (Primo seminterrato, Università degli Studi di Torino - Laboratorio Multimediale “Guido Quazza”) Anteprima Focus Razza Operaia Ore 16,00 Tavola rotonda intorno alla precarietà giovanile del lavoro A cura del Senato degli Studenti per Biennale Democrazia in collaborazione con i Rappresentati degli Studenti del Dams di Torino. A seguire Parole Sante (2007, 75’) di Ascanio Celestini Introduce Gabriele Magrinm, coordinatore scientifico di Biennale Democrazia. (ingresso libero fino ad esaurimento posti) Circolo dei Lettori Sala Grande - Via Bogino 9 – Torino
Ore 18,00 Incontro Focus Animazione L'arte dell'animazione. Linguaggi a confronto. a cura di Federica Zancato. Intevengono Emiliano Fasano, Giuliano Poretti, Fredo Valla, Federico Tocchella, Donato Sansone, Elisabetta Ajani e ConiglioViola. Coordina l’intervento Chiara Magri, responsabile didattica del CSC – Dipartimento d’Animazione di Chieri.
Unione Culturale Franco Antonicelli - Via Cesare Battisti 4 b – Torino
Ore 16,00 Piove (2008, 85’) di Emanuele Caruso (Panoramica Film)
Ore 17,30 La classe operaia va all'inferno (2008, 84’) di Simona Ercolani (Razza Operaia) Ore 19,00 La Fenice (2008, 45’) di Beppe Calopresti (Panoramica Doc) Ore 20,00 Contadini – Nelle Langhe di Cesare Pavese (2008, 64’) di Andrea Icardi Ore 21,00 Inaugurazione Focus Razza Operaia (ingresso gratuito) Ospiti: Ascanio Celestini, Pietro Balla, Massimiliano Quirico, Guido Viale, Piero Barbetta, Donata Canta e Massimo Novelli. Moderano Manfredo Montagnana e Alessandro Gaido.
Reading Diritti senza rovesci. Letture a cura di Vanessa Angeli, Caterina Taricano, Francesco Varano. Performance del percussionista Simone Bosco.
Proiezione Movimento (2008, 5’) di Armando Ceste Torino-Terni un viaggio nell'acciaio (2008, 30’) di Massimiliano Quirico |
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Scritto da Gabriele - Cinema2001
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Tuesday 17 February 2009 |
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SARA' RIUSCITO IL DEMONE AD ALLONTANARSI DALLA LUCE?
SPECIALE LONTANO DALLA LUCE. Acting torna sul set del film di Federico Lagna per intervistare tutti i suoi protagonisti
di Davide Carbonari
Era maggio del 2007 quando per Acting Out intervistavo Federico Lagna, giovane regista torinese, in procinto di partire con un progetto tutto suo, un lungometraggio dal titolo Il Demone dentro. Per una serie di problemi il film, le cui riprese dovevano iniziare l’8 ottobre 2007, fu rinviato. Ma dopo l’estate 2008, ecco che la possibilità che il Demone potesse risvegliarsi è diventata una realtà. “Il budget dell'anno prima è stato ridotto a causa del ritiro di uno dei finanziatorii" ci spiega Federico - “in quei momenti non è facile continuare a 'vedere' il film e si ha voglia di cambiare completamente progetti e ripartire con qualcosa di nuovo. Lo stimolo torna proprio dal film in sè, dai personaggi che sono stati scritti e dalla storia che ha voglia di essere raccontata; in fondo se non avessi creduto in questo plot non sarei partito neanche la prima volta...”. Il titolo viene cambiato in Lontano dalla luce, e Federico insieme a Mariachiara Squassino, mette su l’Epica Film, casa di produzione attraverso la quale decide di ricoprire anche la veste di produttore: “La differenza fondamentale quando si gira a budget ridotto, e si è i produttori del film, è la totale libertà con la quale si può girare. Ho visto il cambiamento di budget più come uno stimolo creativo a risolvere ugualmente i problemi posti da una sceneggiatura complicata (rinunciando in un solo caso ad una scena scritta), che come un limite. È chiaro che il minimo imprevisto rischiava di essere un vero e proprio danno e girando in un periodo in cui la neve ha complicato la situazione tutto poteva davvero capitare. Per questo ringrazio la troupe che anche con grande coraggio ha trovato soluzioni alternative e non si è mai fermata di fronte a niente, e siamo riusciti a girare tutto nei tempi previsti. A volte - ci racconta ancora Lagna - sembrava di essere su uno di quei vecchi set della RKO a girare un film in 23 giorni...Inoltre in accordo con alcuni membri della troupe si è scelto di girare seguendo il manifesto proposto dal sito www.thecoproducers.org; in pratica si converte parte della cifra che si percepirebbe sul set in una quota di produzione del film. È un nuovo modo di lavorare, non è il primo film che viene girato in questo modo e il fatto di avere come coproduttori e distributori la Minerva Pictures di Roma e il sostegno della Film Commission Torino, ci ha permesso di girare senza intoppi”. Il film, a parte la settimana di riprese ad Asti, è stato girato tutto a Torino: Piazza Statuto, il manicomio di Collegno, appartamenti della zona centro (per gli interni) e con una troupe interamente torinese: trucco, parrucco, costumi, scenografia e le squadre di elettricisti e macchinisti; unica eccezione il direttore della fotografia, Francesco Collinelli, giovane milanese doc che ha messo a disposizione tutta la sua esperienza. Importante è stato l’appoggio dell’Università, il DAMS, che ha fornito alla produzione vari stagisti, desiderosi di imparare e il cui lavoro si è rivelato prezioso.
Dopo aver parlato di cast tecnico, passiamo a quello artistico, ai protagonisti del film. “Fin dalla prima preparazione del film ho sempre pensato ad un gruppo di sei giovani attori. Dopo circa un mese di casting presso la scuola Tofano di Torino ho trovato i sei ragazzi che mi convincevano di più. Alcuni di loro sono più esperti, altri quasi alla prima esperienza. La cosa fondamentale per me è stato lavorare con un gruppo molto omogeneo, che quindi riflettesse da vicino il gruppo dei personaggi del film. Questo ha creato un clima molto sereno davanti e dietro la macchina da presa. Il fatto che fossero tutti di Torino poi per me adesso è quasi un vanto”. A distanza di un mese dalla fine delle riprese li ho incontrati per sapere e per scoprire come è stata per loro questa esperienza.
 Un'immagine dal set di Lontano dalla luce
Iniziamo da Gabriele Dil Dell’Aiera, che interpreta Marco, il vero protagonista del film: “Il Demone Dentro. La prima volta che ho sentito questo titolo è stato al provino alla scuola Sergio Tofano. Li c'erano Mariachiara, Federico insieme a Ilaria. Quando lessi il personaggio di Marco la prima cosa che chiesi e se cercavano altri personaggi oltre lui... - Marco non è il mio personaggio, ho pensato...Ho sempre interpretato personaggi completamente diversi da Marco: l'innamorato, il timido, lo sfigato, il bravo ragazzo simpatico, ma mai il tenebroso! Al provino andò bene, tanto che mi richiamarono...Da lì in poi fu tutta una salita. Ho avuto la fortuna di poter portare su questo set un piccolo bagaglio di esperienza personale, anzi una valigetta! Le soap girate prima come personaggio secondario, anche se numerose, erano niente al confronto, ora bisognava fare sul serio. Sono tanti i momenti indimenticabili, anzi credo di avere stampato nella mente ogni secondo che ho passato sul set. Uno dei momenti più importanti è stato il mio primo giorno di set. Federico decise di farmi girare subito una delle scene più impegnative: la presentazione/scontro della tesi con il professor Dogliani (Oliviero Corbetta) nonchè uno dei miei ex insegnanti di recitazione. La scenografia era stupenda, l'aria molto allegra e Federico molto preciso: tutti dettagli che hanno reso questo film così incredibile. La giornata si chiuse nei tempi previsti e con una soddisfazione altissima, quel giorno mi resi conto di essere davvero entrato nel personaggio. Vorrei aggiungere che la storia è fantastica, ti prende e non ti molla più. Tratta il tema delle possessioni in modo assolutamente originale rispetto al passato, ma soprattutto è stato girato completamente con risorse piemontesi. Lagna ha scommesso sul cast tecnico e artistico del territorio e ha vinto! L'ambiente creato dalla troupe torinese era perfetto per poter riuscire a essere sempre a mio agio e concentrato sul set. Si era creata una macchina dove ognuno era un componente fondamentale”.
La protagonista femminile è Elisa Lombardo modella/attrice di 27 anni di Chivasso, che interpreta il ruolo diNicole la posseduta. Mi racconta: “Prima di tutto vorrei fare una parentesi sul mestiere dell'attore; recitare offre la possibilità di trasformarsi e 'ospitare' dentro sè mille personaggi, o forse sarebbe più giusto dire che noi tutti abbiamo mille e più persone dentro di noi, mille o 'centomila' sfaccettature del nostro carattere, e il recitare offre il dono inestimabile di sviscerare i vari aspetti della propria personalità. Tutte le volte che recito scopro in me stessa un'Elisa che non conoscevo, è come percorrere un cammino sempre nuovo, inesplorato. Recitare in Lontano dalla luce è stato fantastico, il personaggio di Nicole mi ha dato tantissimo a livello di introspezione. Nicole ha un'anima fragile e spietata nello stesso tempo, è una persona incompresa, un'anima trascurata, lasciata in sospeso, che ha trovato un rifugio in una dimensione extra-terrena vera o falsa che sia. Nel suo percorso non ha mai trovato nessuno che la salvasse, che le indicasse una via d'uscita e lei finisce per abbandonarsi totalmente all'unica persona che mostra interesse nei suoi confronti. Una storia gotico/surreale che ha molto da suggerire sul senso di solitudine che dilaga nei nostri giorni. Grazie a Federico per avermi dato l'opportunità di arricchirmi di questo bagaglio, e grazie a tutto lo staff, sin dal primo giorno c'è stata un'atmosfera di complicità e amicizia, una sinergia palpabile che farà il successo di questo film. Ci credo fortemente!”.
Nel proseguire la carrellata di personaggi ecco che compare Linda Messerklinger, ossia Sabrina, un personaggio sensuale follemente innamorata di Marco. La 22enne torinese, modella con già esperienza sui set e protagonista di alcuni videoclip tra cui Ooh Yeah, video ufficiale dell’artista newyorkese Moby, ci spiega: “Lavorare nel film di Federico è stato innanzitutto divertente. Troupe piacevole, giovane, propositiva, competente: penso che una bella atmosfera sul set aiuti non poco la riuscita di un film. Nonostante le difficoltà imposte dal low-budget, tutte le intense giornate di set sono state superate con un sorriso, e, soprattutto, con un buon lavoro. L'ironia non è mai mancata, soprattutto quella autoreferenziale: ognuno pensava a fare del proprio meglio, senza troppi vizi o perdite di tempo, senza urla o scenate, senza prendersi mai troppo sul serio, semplicemente facendo, creando, giocando. Vorrei dire anche che mi piacerebbe ripetere l'esperienza. Mi piacerebbe che a Torino ci fosse presto la possibilità per tutti noi che amiamo il cinema di metterci in gioco, ma per davvero. Registi, attori, sceneggiatori, d.o.p., costumisti, truccatori, tecnici. Penso che Torino sia un piccolo tesoro ricco di talenti, di gente con buone idee, e con tutte le capacità per realizzarle. Ciò che attualmente manca sono i mezzi, le possibilità reali di farlo. Ora come ora, Torino è location di moltissimi film e fiction, ma cast e troupe troppo spesso provengono esclusivamente da Roma. Recentemente, ho partecipato ad un progetto tutto torinese (il videoclip Ooh Yeah di Moby, diretto da Matteo Bernardini) che ha vinto un concorso internazionale: realizzato con pochissimi mezzi, fra amici, quasi per gioco, ma con professionalità, ha dimostrato che sono ancora le idee quelle che contano”.
 Federico Lagna insieme al direttore della fotografia Francesco Collinelli
Ancora 2 attori: Giulia Brenna e Omar Ramero, anche loro provenienti dalla scuola Tofano, nonché doppiatori, fidanzati nella vita e nel film, nel quale interpretano Irene e Sergio.
Per Giulia partecipare al film è stata l’esperienza della vita: “È stata la possibilità che ogni attore sogna per la propria carriera, ma che, al di là delle previsioni, non ha cambiato soltanto la Giulia attrice, ma soprattutto la persona. Lavorando ogni giorno per molte ore a contatto con tutta la troupe e osservando direttamente le loro vicissitudini e la complicata frammentazione dei loro ruoli, ho sviluppato una visione del cinema a 360 gradi, dove l’attore non è che l’interfaccia ultima di un meccanismo di decine di persone che, con le più diversificate mansioni, sfidano per settimane intemperie, stanchezza e difficoltà dei rapporti umani, donando tutte le proprie energie per la concretizzazione di un prodotto finale emozionante. Tutto ciò si respirava a pieni polmoni sul set di Lontano dalla luce: un considerevole gruppo di giovani che lavora duramente per la realizzazione di un sogno, nella consapevolezza che ogni membro è uno dei tasselli fondamentali del puzzle e che il suo apporto sarà fondamentale per il guadagno finale (monetario e professionale) di sé stesso e di tutto il gruppo. Questo sentirmi parte integrante del gruppo, all’interno del quale peraltro ho instaurato rapporti che sicuramente dureranno nel tempo, mi ha portato ad essere spesso imbarazzata dalle attenzioni che venivano attribuite al nostro ruolo, anche se devo ammettere che dopo una vita di maltrattamenti teatrali tutte quelle coccole sono state un’emozione molto forte. Professionalmente è stata un’esperienza che mi ha formato tantissimo, per l’attenzione con cui abbiamo curato l’emozionalità e la realtà di ogni battuta, gesto, immagine, sguardo. Lavorare sul personaggio di Irene mi ha insegnato ad andare oltre all’aspetto estetico, per studiare profondamente la psicologia di una donna combattuta fra il ruolo di fidanzata, amica, donna e dottoressa. Il fatto di poter lavorare insieme al mio ragazzo (Omar) è stata un’altra delle emozioni forti di quest’esperienza: un grosso orgoglio per l’essere stata scelta insieme ad una persona che stimo molto professionalmente e la possibilità di continuare lo studio del ruolo e della sceneggiatura anche tra le mura domestiche, senza doversi preoccupare di estraniarsi da un lavoro che tanto amiamo. "Questo film ha riacceso in me la speranza per una carriera molto difficile per la quale ho dovuto lasciare tutto e tutti, e che spesso vede noi attori torinesi attendere ruoli per i quali vengono poi scelti e invitati a lavorare attori romani. È un fatto assurdo che non riuscirò mai a spiegarmi: pagare la trasferta ad attori romani quando Torino ne offre di altrettanto validi e probabilmente meno onerosi. Lontano dalla luce ha sfidato tutto ciò. Il suo set, la troupe, tutto quell’entusiasmo e quella passione tangibili già dalle prime luci del mattino, mi mancano ogni giorno e porterò tutte queste sensazioni nel mio cuore per sempre”.
Per Omar questo film è stata la prima esperienza cinematografica in cui ricopre un ruolo importante e sostanzioso: "È chiaro che la paura, all’inizio, era tanta. Poi tutto si è ridimensionato, grazie all’ambiente che si è costruito, grazie alla disponibilità (e alle rassicurazioni) del regista, Federico Lagna, grazie ai rapporti che si sono creati o consolidati sul set, grazie anche al fatto che al mio fianco, a ricoprire il ruolo della ragazza di Sergio, c’era la mia vera fidanzata. Lontano dalla luce mi ha dato l’opportunità di capire davvero fino in fondo che cos’è il mestiere dell’attore, che cosa significa lavorare tutti i giorni e, la sera, doversi preparare per il giorno successivo. Mi ha anche dato un bel po’ di vizi, che ora, a riprese finite, mi mancano: il runner che veniva a prendere me e Giulia sotto casa, il caffè offerto non appena si metteva piede sul set, il sentirsi parte di un progetto che cresce e si sviluppa… Lontano dalla luce è un progetto particolare, una forma di investimento: siamo tutti co-produttori, il nostro lavoro viene retribuito con una percentuale sui guadagni del film. Questo, anche se inizialmente (se devo essere sincero) mi ha lasciato qualche perplessità, in realtà poi è stato uno stimolo a lavorare meglio, con ancora più impegno. È bello essere coinvolti al 100% nel progetto e vederlo nascere…Ma ancora meglio sarà vederlo crescere! Già assistere alla proiezione del teaser è stata un’emozione…Cavolo, non sembra un film italiano! Franz Collinelli è riuscito a creare una fotografia strepitosa: mi ero già fatto un’idea rivedendo qualche spezzone di girato, ma vedere qualcosa di montato, di finito…Beh, è stato davvero una figata. E se il teaser mi ha colpito, figuriamoci l’emozione quando finalmente il film sarà finito!”.
 Federico Lagna prepara una scena con Oliviero Corbetta e Gabriele Dil Dell’Aiera
Ultimo, ma non perché meno importante è l’esordiente Davide Borsello. Il suo personaggio Ferro è il più anarchico, spensierato e rockettaro. Dopo averlo conosciuto sul set, vi posso garantire che Davide è uguale al personaggio solo con più timidezza, e lo confermano le sue parole: “In una serata come tante, dopo un allenamento di Capoeira e una bella doccia calda il telefono squilla, dall’altra parte dell’apparecchio una voce mi chiedeva se volevo fare un provino il giorno dopo... - Beh sì! Di che si tratta? Che ruolo dovrei interpretare? - É un ruolo molto particolare, si tratta di un gruppo di amici e tu dovresti essere…Insomma, come dire…il CAZZARO del gruppo, ecco! In quell’istante capì che era il ruolo adatto a me. Scherzi a parte, Il demone dentro è sicuramente un progetto in cui mi riconosco e per il quale ho avuto la fortuna di poter lavorare anche grazie a chi a creduto in me, Federico e Mariachiara su tutti, i quali hanno avuto il coraggio di affidare un ruolo così importante a un attore praticamente esordiente nel mondo del cinema. C’è da dire che la mia somiglianza caratteriale con Ferro è a tratti strabiliante, mi riconosco particolarmente in questo personaggio dall’aneddoto facile, dalle mille esperienze vissute di cui porta i segni fondendoli in un suo stile indefinito che non lascia possibilità di classificarlo; Ferro non è un metallaro, un punk, un tecnofolle, Ferro è semplicemente Ferro quindi unico e fuori da ogni schema. Per me l’esperienza del 'demone' ha significato molto; oltre ad essere il mio primo lungometraggio, mi ha dato la possibilità di conoscere persone fantastiche, dalla troupe agli attori con cui ho condiviso un mese di levatacce e fatiche. Sono sicuro che con il montaggio di Federico, l’ormai Lontano dalla Luce sarà senza dubbio un film di qualità nel suo genere, dove il valore aggiunto della coproduzione tutta torinese sarà ben visibile nel prodotto finale”.
Il cast del Demone non si può dire completo; a fare da cornice a questi giovani e rampanti attori ci sono il sopracitato Oliviero Corbetta, Fabio Rossini e Diego Casale (il duo comico Mammuth di Zelig) in un’inedita versione dark. Il film ora è in fase di montaggio, e siamo tutti ansiosi di vederlo per ammirare questo prodotto interamente torinese. Posso ancora dire che cinque minuti del film verranno presentati in anteprima al mercato europeo del cinema di Berlino. |
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Scritto da Administrator
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Saturday 14 February 2009 |
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Film Commission Torino Piemonte vi invita a partecipare il prossimo 14 febbraio 2009 alla giornata dedicata alla cultura organizzata a Torino e in Piemonte, testimoniando con la vostra presenza e con una vostra firma nei punti di raccolta che la cultura è un pezzo importante della vostra esistenza, così come la salute, la scuola e gli altri servizi che regolano la vita delle nostre città. <<Senza il nostro libro preferito, senza il film che ci ha fatto piangere, senza la canzone che ci ha fatto innamorare saremmo tutti un po' più tristi e un po' più soli>>. Mettete la vostra firma per chiedere a tutti, dagli Enti pubblici ai privati, di continuare a investire sulla cultura». Per il manifesto della giornata, la raccolta firme, la scheda di adesione, il programma di tutta la giornta e i luoghi della manifestazione, e tutte le informazioni e i materiali scaricabili: www.abicidi.it Lorenzo Ventavoli, la Film Commission Torino Piemonte, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema e l’Associazione Piemonte Movie aderiscono all’iniziativa, promossa dal “Comitato Innamorati della Cultura” e partecipano alla giornata di eventi e iniziative del 14 febbraio con una proiezione straordinaria dopo mezzanotte, ad ingresso libero, nelle tre sale del Cinema Romano, luogo simbolo della storia del cinema torinese e primo cinema d'essai d'Italia, nel segno di quanto portato avanti da anni per la promozione del buon cinema a tutto campo - il cinema d’autore, quello popolare e di genere, la fiction, il documentario, i classici e gli esordienti, ecc. - con una particolare attenzione al cinema che ha un rapporto diretto con Torino e il Piemonte e guarda allo stesso tempo alla dimensione internazionale. Ecco dunque il Il Divo di Paolo Sorrentino, uno dei nuovi autori del cinema italiano più coraggioso e anticonvenzionale, premiato da critica e pubblico in Italia e ancora di più all’estero, originale e potente sul piano visivo come su quello del confronto con la storia, realizzato a Torino con il sostegno della Film Commission e la partecipazione di molti tecnici e professionisti locali; Occhi che videro di Daniele Segre, splendido ritratto di Maria Adriana Prolo, fondatrice del Museo Nazionale del Cinema di Torino, da uno dei maestri del documentario italiano; Piemonte Stories, “collana” di documentari brevi per raccontare il Piemonte all’estero in modo non consueto, attraverso piccole-grandi storie e personaggi, che è stata allo stesso tempo un’occasione di scoperta e formazione per una nuova generazione di giovani film-makers. … e infine, con un ironico richiamo al 14 febbraio come il giorno di San Valentino, in pieno stile da “cult movie” di mezzanotte, ecco Dellamorte Dellamore di Michele Soavi, più apprezzato e premiato all’estero che in Italia, dal romanzo di Tiziano Sclavi, il creatore di “Dylan Dog”, con Rupert Everett (l’attore che ispirò anni prima le sembianza del personaggio) nei panni del custode del cimitero di una misteriosa cittadina della provincia italiana costretto ad affrontare un’epidemia di “morti viventi” ma il vero incubo, come in tutti i migliori zombie movie, sono i vivi - gretti, meschini, benpensanti e violenti, chiusi in un piccolo mondo senza amore e senza prospettive: tra humour grottesco e malinconia, un buon esempio di film di genere che sotto le apparenze del divertimento fumettistico sembra abilmente raccontare (e anticipare) i rischi di un’Italia e un mondo che riduce o azzera gli spazi per il confronto, l’incontro, la memoria, la molteplicità e la diversità insomma, che riduce o azzera la cultura.
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